WWOOF, uno scambio tra città e campagna

Pubblicato in data: 22 aprile 2015, in Gente di campagna     2 Comments

Il tramonto sulla fattoria

Il tramonto sulla fattoria

L’autunno scorso mi sono iscritto come volontario al WWOOF, sezione tedesca. Di cosa si tratta?
WWOOF è

“un movimento mondiale che mette in relazione volontari e progetti rurali naturali promuovendo esperienze educative e culturali basate su uno scambio di fiducia senza scopo di lucro, per contribuire a costruire una comunità globale sostenibile.”

(http://www.wwoof.it/it/)

L’associazione si propone cioè di portare nelle aziende biologiche (con o senza certificazione), volontari desiderosi di vivere un periodo lontano dalla città e di cercare pratiche di vita sostenibili. Le aziende agricole danno vitto, alloggio e un ambiente rurale in cui vivere; i volontari portano la propria manodopera. Ad essere scambiate però sono soprattutto idee, punti di vista, esperienze.

Ho visitato un’azienda socia di WWOOF la settimana scorsa. L’azienda ha sede nel Brandeburgo, a Gorgast, villaggio di 800 anime al confine con la Polonia. Purtroppo ho potuto rimanervi solo pochi giorni, ma l’esperienza ha lasciato comunque una traccia in me. L’azienda era piccolissima; il proprietario, che vive da solo in una casetta sperduta in mezzo ai campi, possiede un centinaio di galline ovaiole, una decina di anatre indiane, 3 maiali, 2 gatti e un cane. Oltre a ciò coltiva verdure in vaso, per evitare che le galline e le anatre se ne cibino, e tiene 4 arnie di api. Non ha terra, perciò non può coltivare il cibo per i propri animali ed è costretto a comprarlo, con grosso dispendio di denaro. Quest’uomo sulla sessantina vive in una condizione che potrebbe definirsi quasi di povertà, riscaldato da una stufa a carbone e da qualche bicchiere di birra; eppure mi è sembrato sereno. Progetta di rimodernare la casa e tutta la proprietà, ampliare la sua apicoltura e dismettere gradualmente l’allevamento di galline che gli frutta poco. Ma non aveva fretta, in nessuno dei suoi movimenti e in nessuno dei suoi pensieri. Gli ho insegnato come fare il pesto alla genovese e che preparare più pasta la sera per mangiarla alla mattina non è una buona idea. Lui mi ha mostrato come vive. Non ho imparato ciò che mi aspettavo di imparare, ma mi pare sia stato comunque uno scambio equo.

Andrea

2 thoughts on “WWOOF, uno scambio tra città e campagna”

  1. Enrico ha detto:

    Sarebbe interessante per i lettori capire cosa vi aspettate di imparare PRIMA di visitare le fattorie, e cosa effettivamente ne traete, no?

    1. marez ha detto:

      Ciao Enrico,
      hai ragione, avrei dovuto essere più chiaro. La mia idea era quella di visitare un’azienda agricola biologica per imparare qualcosa sul metodo di lavoro o sulla sua organizzazione. Purtroppo la fattoria visitata era talmente piccola e rudimentale che non ho potuto imparare nulla di tecnicamente rilevante.

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