Sementi antiche o nuove?

Pubblicato in data: 4 luglio 2015, in Cittadinanza attiva     Nessun commento

DSCN9311Ieri sera siamo tornati a Ca’ dell’Agata, a Zugliano (VI), ultima azienda agricola biologica da noi visitata durante il viaggio in bicicletta.

Abbiamo partecipato ad una serata sui cereali antichi. L’incontro è iniziato nel migliore dei modi: con una deliziosa degustazione di pani e piatti a base di farro monococco.

Rallegrati dagli antichi profumi e sapori, abbiamo potuto ascoltare Riccardo Bocci e Claudio Pozzi della Rete Semi Rurali, i quali ci hanno raccontato la loro attività.

La Rete Semi Rurali si occupa di salvaguardare e recuperare sementi antiche al fine di garantire la necessaria diversità agricola per il futuro. Al contrario delle grandi multinazionali che tendono a omogeneizzare le sementi e l’agricoltura a livello mondiale, la rete lavora per restituire valore e dignità alle varietà locali conservando per il futuro le caratteristiche peculiari di ognuna di esse. In questo momento di cambiamenti climatici imprevedibili risulta importantissimo disporre di una grande varietà di semi per rispondere alle necessità dei molteplici contesti agricoli.

Inoltre alcune razze di cereali ora in disuso presentano produttività più basse rispetto alle sementi industriali moderne, ma la loro rusticità (data per esempio da un apparato radicale sviluppato e un fusto alto) consente la loro coltivazione senza l’uso di fitofarmaci e diserbanti, oltre a garantire un prodotto di qualità più elevata.

La lavorazione di questi cereali non può essere quella industriale, ma deve prevedere la macinazione a pietra che è l’unica che preserva tutte le parti del chicco e con esse i nutrienti.

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